Giustizia Riparativa

Come accedere a un programma.

I tre percorsi pubblici per partecipare a un programma di giustizia riparativa: ministeriale, civico-comunitario, scolastico.

Tre porte d'ingresso, una sola promessa

In Italia oggi convivono tre cornici diverse per accedere a un programma di giustizia riparativa: una pubblica e formale, una civica e comunitaria, una scolastica. Sono complementari, non alternative. La porta giusta dipende da cosa è successo, da chi sei e da cosa cerchi.

Tutte e tre sono volontarie. Tutte e tre richiedono il consenso libero delle persone coinvolte. Tutte e tre rispettano la Direttiva UE 2012/29: protezione da vittimizzazione secondaria, terzietà del facilitatore, gratuità.

01 — Via ministeriale (CGR)

Centri per la Giustizia Riparativa

La Riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022, artt. 42-67, in vigore dal 30 giugno 2023) ha istituito i Centri per la Giustizia Riparativa (CGR): strutture pubbliche, gratuite, operative su tutto il territorio nazionale. A febbraio 2026 sono stati attivati 36 CGR.

Come si accede

  • Su invio dell'autorità giudiziaria (Pubblico Ministero o Giudice ex art. 44-bis c.p.p.), in qualsiasi fase del procedimento penale.
  • Anche su richiesta diretta di vittima o autore di reato, pure prima della denuncia o a procedimento concluso.
  • I programmi sono condotti da mediatori esperti iscritti all'elenco ministeriale (DM 9 giugno 2023).

Riferimenti istituzionali

  • Portale ministeriale: giustiziariparativa.giustizia.it
  • Elenco mediatori esperti — Ministero della Giustizia: elenco DM 9/6/2023
  • CGR Sardegna: in attivazione tra i 36 centri annunciati a febbraio 2026. Aggiorneremo questa pagina con indirizzo e contatti non appena disponibili.

Nota: Sulla Soglia non è un CGR ministeriale. Per programmi su invio dell'autorità giudiziaria, rivolgiti al CGR territorialmente competente.

02 — Via civica e comunitaria

Conflitti di vicinato, dialoghi di quartiere

Per conflitti che non sono ancora reato — un litigio tra vicini, una tensione fra famiglie del quartiere, una rottura di fiducia in un gruppo educativo — la cornice giusta è quella civica e comunitaria: percorsi facilitati promossi da scuole, associazioni, cooperative del territorio.

Come si accede

  • Su richiesta diretta delle persone coinvolte, anche separatamente.
  • Su invito di una scuola, una parrocchia, un'associazione che ha colto la tensione.
  • I percorsi sono condotti da facilitatori formati (Master, Circle Process, Community Group Conferencing) e sono volontari per tutte le persone coinvolte.

A Sassari

Sulla Soglia accompagna conflitti di vicinato e dialoghi educativi con la pratica del Circle. Per richiedere un primo incontro: scrivi a [email protected]. Si parte sempre con un colloquio informativo gratuito, separato per ogni parte.

Tempi: in genere il percorso richiede 2-4 incontri di 1-2 ore ciascuno, distribuiti su 4-8 settimane.

03 — Via scolastica

La scuola come comunità riparativa

Negli istituti scolastici la giustizia riparativa prende la forma di circoli di parola, peer education e patti di corresponsabilità riparativa. Non è un intervento dall'esterno: è un modo di stare in classe, di affrontare un litigio, di accogliere chi torna dopo una sospensione.

Come si attiva

  • La scuola individua un referente (docente, dirigente, psicopedagogista) e progetta con un facilitatore esterno.
  • Si attivano i Circle in classe e percorsi formativi per docenti e studenti ("apprendisti facilitatori").
  • Bandi PNRR e fondi della legge sulla povertà educativa possono coprire i costi.

Esperienze a cui ispirarsi

  • Manifesto Scuole Riparative (Astrolabio + Arcipelago Educativo, 13 scuole italiane).
  • Progetto Apprendisti Facilitatori — Liceo Dettori (Sassari) + Liceo De André (Tempio Pausania), 2025-26.
  • Progetto Prisma — UniSS, residenze universitarie ERSU, 2025-26.

Per dirigenti e docenti: contatta Sulla Soglia per progettare un percorso pilota nella tua scuola.

04 — Quando NON è la strada giusta

Limiti e tutele

La giustizia riparativa non è sempre lo strumento adatto. Esistono situazioni in cui proporre un dialogo riparativo significherebbe esporre la persona vittima a un rischio o a una nuova ferita. In questi casi la priorità è la sicurezza, non la riparazione.

  • Violenza domestica in corso o appena conclusa, con asimmetria di potere non sanata.
  • Minori senza consenso di chi ne ha la responsabilità genitoriale.
  • Asimmetrie estreme (gravi disturbi psichiatrici non in cura, dipendenza attiva, status di vittima ancora in fase acuta).

In questi casi indirizziamo a servizi specialistici: 1522 (anti-violenza, gratuito 24h), vittime.it, sportelli psicologici della ASL Sassari, Centri Famiglia ASL, consultori, servizi sociali del Comune. Vedi anche la nostra pagina emergenza.