Cultura riparativa

Cos'è la giustizia riparativa.

Una guida semplice per capire come funziona, su quali valori si basa, come si svolge un incontro e quali esiti può avere.

In parole semplici

Non "chi ha sbagliato". Ma "chi ne ha sofferto".
La giustizia riparativa è un modo per affrontare il danno causato da un reato — o da un conflitto grave — coinvolgendo tutte le persone toccate: chi ha subito, chi ha causato, e la comunità intorno. L'obiettivo è capire insieme cosa è successo e trovare un modo per riparare, per quanto possibile.
"La giustizia riparativa è un approccio che affronta il danno coinvolgendo tutti i soggetti interessati nella ricerca di una comprensione comune e di un accordo su come il danno possa essere riparato e la giustizia raggiunta." — European Forum for Restorative Justice

Non si tratta di stabilire chi ha ragione e chi ha torto. Si tratta di creare uno spazio dove le persone possano raccontare cosa hanno vissuto, ascoltarsi e decidere insieme cosa fare. Un facilitatore — una persona formata, neutrale, che non giudica — accompagna tutto il percorso.

I quattro valori fondamentali

L'European Forum for Restorative Justice identifica quattro valori su cui ogni percorso riparativo si fonda:

⚖️ Giustizia

Affrontare il torto subito attraverso un processo equo, dove nessuna parte domina l'altra. L'impegno è prevenire il danno futuro e riparare quello avvenuto.

🤝 Solidarietà e responsabilità

Riconoscere che siamo interdipendenti. La qualità delle relazioni conta. Chi ha causato un danno si assume la responsabilità delle proprie azioni e delle loro conseguenze.

💛 Rispetto della dignità umana

Ogni persona coinvolta — persona offesa, autore del reato, familiare — ha pari valore e capacità. Il processo deve generare la sicurezza necessaria perché tutti possano esprimersi liberamente.

🔍 Verità

Ogni persona ha la propria versione dei fatti — parziale ma autentica. Attraverso il dialogo emerge qualcosa di più vicino alla verità completa. Si chiede sincerità nelle intenzioni e negli impegni.

Come funziona: il percorso passo per passo

Un percorso di giustizia riparativa non è un singolo incontro. È un processo con fasi precise, pensato per proteggere tutte le persone coinvolte.

1

Segnalazione e primo contatto

La richiesta può arrivare dalla persona offesa, dall'autore del reato, dal giudice, da un avvocato, da un servizio sociale, o anche autonomamente. Un facilitatore contatta separatamente le parti per spiegare cosa comporta il percorso.

2

Preparazione individuale

Il facilitatore incontra ogni persona da sola, anche più volte. Si esplorano i bisogni, le paure, le aspettative. Si spiegano le regole: partecipazione volontaria, possibilità di ritirarsi in qualsiasi momento, riservatezza. Nessuno viene forzato.

3

Incontro facilitato

Se tutte le parti acconsentono, si svolge l'incontro. Il facilitatore non giudica, non prende posizione — crea le condizioni perché ognuno possa raccontare la propria esperienza del danno, esprimere emozioni, fare domande e ascoltare.

4

Accordo riparativo

Le parti decidono insieme cosa può aiutare a riparare: scuse, risarcimento, attività a favore della comunità, impegni concreti. L'accordo è libero — nessuno lo impone. Viene messo per iscritto.

5

Seguito e verifica

Il facilitatore monitora il rispetto degli impegni presi. Se qualcosa non funziona, si può tornare a parlarne. Il percorso non finisce con l'incontro — finisce quando la riparazione è compiuta.

Le tre tipologie di incontro

La legge italiana (D.Lgs. 150/2022) prevede tre formati. Tutti sono volontari, riservati e gratuiti.

🗣️

Mediazione

Persona offesa + autore

Incontro diretto tra la persona che ha subito il danno e chi lo ha causato, accompagnati dal facilitatore. Il formato più intimo e personalizzato.

👥

Conferenza riparativa

Persona offesa + autore + reti di supporto

Coinvolge anche familiari, educatori, operatori sociali, amici significativi. Utile quando il danno tocca le reti relazionali — specialmente con i minori.

Cerchio riparativo

Comunità allargata

Aperto alla comunità: vicini, commercianti, associazioni, istituzioni. Per conflitti che hanno un impatto collettivo — tensioni di quartiere, vandalismi, episodi ripetuti.

Esempio — Mediazione
Maria, 68 anni, è stata scippata della borsa. Il ragazzo, 19 anni, è stato fermato. Attraverso la mediazione, si incontrano. Maria racconta la paura, l'insonnia, la vergogna di non sentirsi più sicura nel proprio quartiere. Il ragazzo, per la prima volta, ascolta le conseguenze del suo gesto su una persona reale. Concordano che lui le scriverà una lettera e farà volontariato presso il centro anziani del quartiere per tre mesi.
Esempio — Conferenza riparativa
Due studenti di 15 anni hanno aggredito verbalmente e fisicamente un compagno. La scuola attiva una conferenza riparativa: partecipano i ragazzi, le famiglie, un insegnante di fiducia e un educatore. Il ragazzo aggredito racconta cosa ha provato. I due aggressori ascoltano anche i genitori della persona offesa. Insieme stabiliscono un percorso: scuse scritte, un progetto scolastico anti-bullismo da realizzare insieme e un incontro di verifica dopo due mesi.
Esempio — Cerchio riparativo
In un quartiere di Sassari, un gruppo di ragazzi danneggia ripetutamente il parco giochi. I residenti sono esasperati. Invece di limitarsi alle denunce, un facilitatore organizza un cerchio: partecipano i ragazzi, i genitori, alcuni residenti, il presidente del comitato di quartiere e un'educatrice. Tutti parlano. Emerge che i ragazzi non hanno altri spazi. Il cerchio produce un accordo: i ragazzi riparano i danni e in cambio il comitato chiede al Comune uno spazio dedicato.

Quali esiti può avere

I risultati dipendono dalle persone coinvolte e dalla situazione. La ricerca internazionale mostra che, quando il percorso è condotto bene:

🛡️
Per chi ha subito Riduzione della paura, senso di giustizia, risposte alle domande che il processo penale spesso non dà ("perché proprio a me?")
🔄
Per chi ha causato Comprensione reale dell'impatto, assunzione di responsabilità attiva, riduzione della recidiva
🏘️
Per la comunità Ricostruzione della fiducia, risoluzione di tensioni latenti, partecipazione attiva alla giustizia
📋
Accordi concreti Scuse, risarcimento, lavori di pubblica utilità, impegni personali, progetti condivisi
⚖️
Effetti sul procedimento penale L'esito può essere valutato dal giudice (es. messa alla prova, attenuanti) — ma non è automatico e non sostituisce il processo
Anche il non-accordo ha valore Se le parti non trovano un'intesa, il percorso si chiude senza conseguenze negative. Aver provato è già un passo

Cosa non è (e cosa è davvero)

Non è un perdono obbligato Nessuno deve perdonare nessuno. L'obiettivo è capire e riparare, non cancellare.
È uno spazio per ascoltarsi Dove chi ha subito può raccontare, e chi ha causato può comprendere davvero.
Non è una scorciatoia Chi ha commesso un reato non "la fa franca". La riparazione può essere più impegnativa di una sanzione.
È responsabilità attiva Guardare in faccia le conseguenze delle proprie azioni e impegnarsi a ripararle.
Non sostituisce il processo penale Può affiancarsi, ma non lo cancella. Il giudice tiene conto dell'esito, non lo subisce.
È complementare alla giustizia ordinaria Aggiunge ciò che il processo non può dare: il dialogo diretto tra le persone coinvolte.
Non è terapia È un percorso di giustizia, non un percorso clinico — anche se può avere effetti benefici.
È partecipazione Le persone diventano protagoniste della propria giustizia, non spettatori di un sistema.

Non si sostituisce, si distingue

Tre cornici diverse. Conoscere la differenza protegge tutti: chi cerca aiuto, chi facilita, chi promuove il servizio.

GR civica / comunitaria

  • Promotore: Sulla Soglia, scuole, terzo settore
  • Conduttore: Facilitatore formato (Master, Circle, CGC)
  • Ambito: Conflitti scolastici, dialoghi di quartiere, percorsi educativi
  • Costi ed effetti: Volontaria, gratuita, nessun effetto sul processo

CGR ministeriale (Cartabia)

  • Promotore: Centro pubblico ex D.Lgs. 150/2022
  • Conduttore: Mediatore esperto iscritto DM 9/6/2023
  • Ambito: Reati penali, percorsi su invio autorità giudiziaria
  • Costi ed effetti: Volontaria, gratuita, esiti valutabili dal giudice

Mediazione classica / civile

  • Promotore: Mediatore privato ex D.Lgs. 28/2010
  • Conduttore: Mediatore Reg. Min. Giustizia
  • Ambito: Liti civili o commerciali
  • Costi ed effetti: A pagamento, talvolta obbligatoria

Chi può accedere

La giustizia riparativa è aperta a tutti. La legge italiana (D.Lgs. 150/2022, in vigore dal 30 giugno 2023) la prevede per:

  • Persone offese di qualsiasi reato — anche se non hanno sporto denuncia
  • Chi ha commesso un reato — in qualsiasi fase: prima, durante o dopo il processo
  • Familiari e persone coinvolte — anche indirettamente
  • La comunità — quando il danno ha un impatto collettivo

Non serve un avvocato. Non serve un processo in corso. Si può chiedere di accedere anche per un conflitto grave che non è sfociato in un reato.

Sette principi di buona pratica (EFRJ):
Partecipazione volontaria e informata · Comunicazione diretta e autentica · Processi adattati ai bisogni delle persone · Uguale valore di ogni partecipante · Facilitazione neutrale e non giudicante · Dialogo come strumento centrale · Attuazione rigorosa degli impegni concordati.

Dove si fa a Sassari

Al momento, a Sassari la giustizia riparativa è praticata principalmente da:

🏛️
Laboratorio Team delle Pratiche di GR — UniSS Ricerca, formazione e progetti pilota. Modello Co.Re. (Comunità di Relazioni Riparative). Dip. DUMAS, Via Roma 151.
⚖️
USSM — Mediazione Penale Minorile Percorsi di mediazione persona offesa-reo per minori nell'ambito della messa alla prova.

La riforma (D.Lgs. 150/2022) prevede l'apertura di Centri per la Giustizia Riparativa su tutto il territorio nazionale. A febbraio 2026 sono stati attivati 36 CGR; la Sardegna è tra i territori in attivazione — quando il CGR sarà operativo lo troverai su questa pagina. Riferimento ufficiale: giustiziariparativa.giustizia.it.

Vuoi capire come accedere a un programma di GR? Vedi la pagina dedicata come accedere con i tre percorsi (ministeriale, civico, scolastico) e la pagina tutele e do-no-harm per i casi in cui la GR non è la strada giusta.

Il ruolo di Sulla Soglia

Sulla Soglia nasce dalla giustizia riparativa. Non siamo un servizio di GR, ma il progetto è fondato sui suoi valori: ascoltare prima di giudicare, riparare prima di punire, connettere prima di escludere.

Attraverso la mappa restorativa rendiamo visibili le tensioni nei quartieri. Chi lo desidera può chiedere supporto alla rete dei facilitatori del territorio: un facilitatore di Sulla Soglia può accompagnare un primo dialogo, senza giudicare e senza obblighi.

Per saperne di più

Vuoi parlare con qualcuno?

Se hai bisogno di orientarti — come persona offesa, familiare, o persona coinvolta in un procedimento — possiamo aiutarti a capire quali risorse esistono a Sassari.