Cos'è e cosa misura
Il CBI è un questionario di pubblico dominio sviluppato da Kristensen e colleghi nel 2005 come alternativa al MBI di Maslach. Valuta il livello di affaticamento fisico e psicologico esperito dalla persona rispetto a tre ambiti: burnout personale, burnout lavorativo e burnout relativo all'utenza. È costruito su due assunti chiave: il burnout è definito unicamente in termini di fatica ed esaurimento, ed è collegato a sfere di vita specifiche.
A chi è rivolto
Tutti i lavoratori, con particolare attenzione alle professioni che implicano contatto con utenza: sanità, sociale, scuola, servizi pubblici. Validato in italiano su insegnanti, infermieri e medici, è facilmente adattabile a qualunque contesto professionale.
Struttura dello strumento
19 item su scala Likert a 5 punti, suddivisi in tre sottoscale:
- Personal burnout (6 item) — fatica e esaurimento fisico e psicologico generali.
- Work-related burnout (7 item) — fatica e esaurimento attribuiti al lavoro.
- Client-related burnout (6 item) — fatica nel lavoro con l'utenza.
Punteggio totale da 19 a 95; valori più alti corrispondono a livelli più alti di burnout.
Quando usarlo
In auto-monitoraggio individuale, in valutazioni di clima organizzativo in équipe, nelle fasi di restituzione della supervisione. Utile per distinguere se l'esaurimento ha radici prevalentemente personali, organizzative o relazionali con l'utenza, perché ciascuno richiede strategie di intervento diverse.
Riferimenti bibliografici
Articolo originale
Kristensen, T. S., Borritz, M., Villadsen, E., & Christensen, K. B. (2005). The Copenhagen Burnout Inventory: A new tool for the assessment of burnout. Work & Stress, 19(3), 192–207.
Prima validazione italiana
Avanzi, L., Balducci, C., & Fraccaroli, F. (2013). Contributo alla validazione italiana del Copenhagen Burnout Inventory (CBI). Psicologia della Salute, 2, 120–135.
Validazione italiana ampia (insegnanti)
Fiorilli, C., De Stasio, S., Benevene, P., Iezzi, D. F., Pepe, A., & Albanese, O. (2015). Copenhagen Burnout Inventory (CBI): A validation study in an Italian teacher group. TPM — Testing, Psychometrics, Methodology in Applied Psychology, 22(4), 537–551.
Ricercatori italiani
La validazione italiana è stata sviluppata da un gruppo di ricerca interuniversitario tra Università di Trento e Università di Bologna, specializzato in psicologia del lavoro, stress occupazionale e workaholism. Una seconda validazione su un ampio campione di insegnanti è stata condotta dall'Università LUMSA di Roma.
Polo Trento — Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive
Lorenzo Avanzi — Ricercatore di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni all'Università di Trento. Aree di ricerca: stress lavoro-correlato, workaholism, identificazione organizzativa, burnout, bullismo sul lavoro.
Franco Fraccaroli — Professore ordinario di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni all'Università di Trento. Tra i fondatori della psicologia del lavoro italiana contemporanea. Aree di ricerca: transizioni lavorative, invecchiamento attivo, benessere organizzativo.
Polo Bologna — Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali
Cristian Balducci — Professore di Psicologia del lavoro all'Università di Bologna. Aree di ricerca: stress occupazionale, workaholism, mobbing, valutazione dei rischi psicosociali. È tra i principali studiosi italiani del fenomeno workaholism.
Polo Roma — Università LUMSA
Caterina Fiorilli — Professoressa di Psicologia dello sviluppo presso l'Università LUMSA di Roma. Prima autrice della seconda validazione italiana (2015) su un ampio campione di insegnanti. Aree di ricerca: burnout dell'insegnante, sviluppo emotivo, contesti scolastici.
Reperibilità
Open access. Lo strumento è di pubblico dominio e gli stessi autori originali hanno esplicitamente incoraggiato l'adattamento a popolazioni diverse. La versione italiana è disponibile nei lavori di validazione citati.