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Operatori Risorse Lavoratori del sociale MHC-SF

MHC-SF — Mental Health Continuum Short Form

Test 7 di 7 · Benessere globale Keyes (2002) · validazione italiana Petrillo et al. (2015)

Questionario autosomministrato per la valutazione della salute mentale positiva, costruito sul modello del dual continuum: salute mentale e psicopatologia come dimensioni distinte.

Cos'è e cosa misura

Il Mental Health Continuum-Short Form di Keyes è un questionario autosomministrato per la valutazione della salute mentale positiva. È costruito sul modello del dual continuum secondo cui salute mentale positiva e psicopatologia sono dimensioni distinte: si può avere un livello basso di benessere senza avere un disturbo, così come si può convivere con un disturbo mantenendo un buon benessere. Lo studio di validazione italiana su 1.438 partecipanti tra i 18 e gli 89 anni ha confermato la soluzione a tre fattori (benessere emotivo, psicologico e sociale) e un fattore latente di benessere globale.

A chi è rivolto

Popolazione adulta generale, dai 18 anni in su. Adatto a tutti i contesti professionali e a tutte le fasi della vita lavorativa.

Struttura dello strumento

14 item su scala Likert a 6 punti (da "mai" a "ogni giorno"), riferiti all'ultimo mese. Tre sottoscale:

  • Benessere emotivo (3 item) — emozioni positive, soddisfazione di vita
  • Benessere sociale (5 item) — accettazione, contribuzione, coerenza, attualizzazione e integrazione sociale
  • Benessere psicologico (6 item) — autoaccettazione, crescita personale, scopo nella vita, padronanza, autonomia, relazioni positive

I punteggi consentono di collocarsi in tre categorie: flourishing (benessere pieno), moderate mental health (benessere intermedio), languishing (benessere ridotto).

Quando usarlo

Come misura di benessere globale a inizio o fine di un percorso, in monitoraggi periodici, come baseline prima di interventi formativi o di sviluppo professionale. Utile per chi nel sociale vuole tenere d'occhio la propria salute mentale nel suo aspetto positivo, e non solo in termini di assenza di malessere.

Riferimenti bibliografici

Articolo originale

Keyes, C. L. M. (2002). The mental health continuum: From languishing to flourishing in life. Journal of Health and Social Behavior, 43(2), 207–222.

Validazione italiana di riferimento

Petrillo, G., Capone, V., Caso, D., & Keyes, C. L. M. (2015). The Mental Health Continuum–Short Form (MHC–SF) as a measure of well-being in the Italian context. Social Indicators Research, 121(1), 291–312. DOI: 10.1007/s11205-014-0629-3 ↗

Ricercatori italiani

La validazione italiana è stata sviluppata presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", nel Dipartimento di Studi Umanistici, in collaborazione internazionale diretta con Corey L. M. Keyes (Emory University, Atlanta), autore originale della scala. La validazione è stata supportata da un finanziamento dipartimentale dedicato.

Polo Napoli Federico II — Dipartimento di Studi Umanistici

Giovanna Petrillo — Professoressa ordinaria all'Università di Napoli Federico II, Dipartimento di Studi Umanistici. Referente del progetto di validazione italiana. Aree di ricerca: psicologia di comunità, benessere psicosociale, salute scolastica, giustizia organizzativa.

Vincenza Capone — Professoressa associata presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Napoli Federico II. Aree di ricerca: salute pubblica, comunicazione sanitaria, efficacia collettiva, benessere nelle organizzazioni sanitarie e scolastiche.

Daniela Caso — Università di Napoli Federico II, Dipartimento di Studi Umanistici. Aree di ricerca: psicologia della salute, comportamenti di salute, comunicazione preventiva.

Anna Rosa Donizzetti — Università di Napoli Federico II. Membro del gruppo di ricerca per la validazione italiana del MHC-SF.

Sponda internazionale — Emory University, Atlanta

Corey L. M. Keyes — Sociologo all'Emory University (Atlanta, USA), autore originale del modello del Mental Health Continuum e co-autore della validazione italiana per garantire fedeltà al costrutto originale.

Reperibilità

Lo strumento è liberamente utilizzabile per ricerca e pratica clinica citando la fonte. Versione italiana pubblicata nell'articolo di Petrillo et al. (2015) su Social Indicators Research.

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