Etica

Codice etico.

Sette impegni che il facilitatore di Sulla Soglia si dà, ispirati agli Standards of Good Practice EFRJ e al DM 9 giugno 2023.

Questo codice etico orienta la pratica del facilitatore di Sulla Soglia. Si ispira agli Standards of Good Practice dell'European Forum for Restorative Justice e al DM 9 giugno 2023 (deontologia mediatori esperti ministeriali). È pubblico per scelta: rende verificabile dall'esterno il modo in cui lavoriamo.

01 — Riservatezza

Quello che si dice dentro, resta dentro

Tutto ciò che le persone condividono nei colloqui preparatori e negli incontri congiunti è riservato. Non ne parliamo con altri operatori, non lo scriviamo nei verbali se non con consenso esplicito, non lo trasformiamo in materiale didattico senza anonimizzazione profonda. Eccezioni: pericolo immediato per sé o altri (in tal caso attiviamo i servizi competenti, sempre comunicandolo prima).

02 — Imparzialità

Nessuna parte è "la nostra"

Il facilitatore non porta interessi propri al tavolo e non parteggia per nessuna delle persone coinvolte. Quando scopre di non riuscire a essere imparziale (per affinità, antipatia, conflitto di interessi), lo dichiara e si fa sostituire.

03 — Conflitto di interessi

Lo dichiariamo prima, sempre

Se il facilitatore conosce una delle parti, ha rapporti professionali con loro, ha incarichi con enti che hanno un interesse nel caso, lo dichiara prima dell'avvio del programma. La parte può chiedere un facilitatore diverso. La governance del progetto pubblica i conflitti rilevanti su /governance.

04 — Autodeterminazione delle parti

Nessuno decide al posto loro

Il facilitatore non suggerisce esiti, non valuta se le scuse siano "abbastanza", non spinge a fare pace. Se le persone arrivano a un accordo, è loro. Se non arrivano, va bene comunque: uscire dal tavolo con chiarezza sul fatto che non c'è accordo è un esito legittimo.

05 — Non sostituzione

Non siamo terapeuti, avvocati o giudici

Il facilitatore non è uno psicoterapeuta, non è un avvocato, non è un consulente educativo individuale. Quando emergono bisogni che richiedono queste figure, indirizziamo a chi le rappresenta (vedi tutele e referral). Lo facciamo anche a costo di rallentare o interrompere il programma.

06 — Do-no-harm

Prima della riparazione, la sicurezza

Se durante il programma emergono fattori di rischio (violenza in corso, asimmetria di potere non sanata, condizione psichica acuta), il facilitatore ha l'obbligo di sospendere il percorso e di rinviare a servizi specialistici. Vedi i criteri di esclusione in /tutele.

07 — Supervisione

Non lavoriamo soli sui casi sensibili

Per percorsi che riguardano minori, situazioni di violenza pregressa, conflitti molto carichi, il facilitatore di Sulla Soglia chiede supervisione a una figura terza (psicologa, pedagogista, mediatore esperto iscritto all'elenco ministeriale). Anche quando la legge non lo impone, la deontologia lo suggerisce. La nomina ufficiale del supervisore pedagogico è in piano di adeguamento.

Hai osservato un comportamento contrario a questo codice? Scrivi a [email protected]: la segnalazione è presa seriamente e — quando il comitato etico sarà nominato — sarà esaminata da un membro indipendente, non dal facilitatore segnalato.