Le tipologie di programma.
Cinque pratiche di giustizia riparativa: dialogo vittima-autore, conferenza familiare, Circle, dialogo extragiudiziale, mediazione scolastica.
"Giustizia riparativa" non è una sola cosa. È una famiglia di pratiche con regole di ingaggio diverse, contesti diversi, esiti diversi. Sotto, le cinque più diffuse in Italia oggi. Ogni scheda chiarisce: chi partecipa, quanto dura, cosa si può aspettare.
Dialogo vittima-autore (Victim-Offender Mediation)
L'incontro più tradizionale della GR: vittima e persona indicata come autore del reato si parlano, accompagnati da uno o due facilitatori, in uno spazio protetto.
- Chi partecipa: 2 persone + 1-2 facilitatori. Talvolta uno o due "supporter" (familiare, amico) di ciascuna parte.
- Durata: 2-4 colloqui preparatori individuali + 1-2 incontri congiunti, distribuiti su 4-12 settimane.
- Esito tipico: riconoscimento del danno, scuse, accordo riparativo simbolico o materiale.
- Quando si usa: reati patrimoniali (furto, danneggiamento), aggressioni con conoscenza tra le parti, conflitti di vicinato sfociati in denuncia.
Conferenza familiare estesa (Family Group Conferencing)
La cornice si allarga: oltre alle parti dirette, partecipano famiglie e persone di riferimento. Modello sviluppato in Nuova Zelanda dalle pratiche maori, oggi diffuso in Italia soprattutto con i minori.
- Chi partecipa: 6-15 persone (vittima, autore del reato, famiglie estese, mentor, talvolta operatori sociali).
- Durata: 1 incontro di 3-5 ore, preparato da 4-6 settimane di colloqui individuali.
- Esito tipico: piano d'azione concordato, con responsabilità distribuite tra famiglie e adolescente.
- Quando si usa: minori in messa alla prova, situazioni con dinamiche relazionali complesse, contesti dove la comunità ha un peso.
Cerchio di parola (Peacemaking Circle)
Pratica di radici indigene nordamericane, codificata in occidente da Kay Pranis. I partecipanti siedono in cerchio attorno a un talking piece: solo chi lo tiene può parlare, gli altri ascoltano. Senza giudizio, senza interruzione.
- Chi partecipa: 6-25 persone (gruppo classe, comunità di quartiere, équipe di lavoro).
- Durata: 1 incontro di 1.5-3 ore. Spesso ripetuto in cicli (es. 4 incontri settimanali).
- Esito tipico: consapevolezza condivisa, qualità del clima di gruppo, accordi leggeri.
- Quando si usa: scuole (clima di classe, peer education), residenze universitarie, équipe educative, gruppi di vicinato.
A Sassari: Sulla Soglia conduce Circle all'Istituto Comprensivo San Donato, al Liceo Dettori, al Liceo De André e nelle residenze universitarie ERSU (Progetto Prisma).
Dialogo riparativo extragiudiziale
Quando il conflitto non è ancora reato, o non lo sarà mai, ma le parti vogliono affrontarlo con uno strumento riparativo. È la cornice tipica dei conflitti di vicinato, di condominio, di lavoro.
- Chi partecipa: 2-6 persone direttamente coinvolte.
- Durata: 1-3 incontri di 1-2 ore.
- Esito tipico: chiarimento delle aspettative reciproche, accordo informale, talvolta solo la chiarezza sul fatto che non si troverà un accordo.
- Quando si usa: liti tra vicini, tensioni in associazioni, conflitti tra gruppi di adolescenti, malintesi che rischiano di sfociare in violenza.
Mediazione tra pari e scuola riparativa
In ambito scolastico la GR prende forme specifiche: peer mediation (studenti formati come mediatori dei conflitti tra compagni), circle in classe, patti di corresponsabilità riparativa al posto delle sospensioni punitive.
- Chi partecipa: studenti, docenti, dirigenti, famiglie. A volte facilitatori esterni.
- Durata: formazione iniziale (8-16 ore) + accompagnamento per anno scolastico.
- Esito tipico: riduzione delle sospensioni, miglior clima di classe, competenze relazionali rafforzate.
- Quando si usa: bullismo, conflitti tra studenti, episodi di indisciplina che si ripetono, gestione di una sospensione.
Riferimento operativo: il Manifesto Scuole Riparative raccoglie 13 esperienze italiane.
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