Domande di chi ha subito.
Dieci risposte oneste alle domande più frequenti di chi ha subito un reato o un conflitto e si sta chiedendo se la giustizia riparativa è una strada possibile.
Se hai subito un reato o un conflitto e ti hanno parlato di "giustizia riparativa", probabilmente hai delle domande. Queste sono le più frequenti, con risposte oneste — quando è no, diciamo no.
In caso di pericolo immediato: chiama il 112. Se sei in una situazione di violenza, chiama il 1522 (gratuito, attivo 24/7).
Devo incontrare la persona che mi ha fatto del male?
No. Mai forzata. La partecipazione è sempre volontaria e revocabile. Se non te la senti, non si parte. Se cambi idea durante il percorso, ti fermiamo. Lo dice la Direttiva UE 2012/29 (protezione delle vittime), lo dice il codice etico, lo facciamo davvero.
È gratis?
Nei CGR ministeriali sì, sempre gratuita. Nei percorsi civici di Sulla Soglia: il primo colloquio informativo è gratuito; per i programmi più lunghi, dipende dal contesto (a volte coperti da bandi o da enti che ci attivano, altre volte chiediamo un contributo libero). Lo chiariamo all'inizio, niente sorprese.
Interferisce con la denuncia o con il processo?
No. La GR non sostituisce la denuncia, e in genere non sostituisce il processo. Quello che dici nel programma riparativo non viene riportato al giudice se non con consenso esplicito di entrambe le parti. L'esito può essere comunicato all'autorità giudiziaria che lo valuta nel merito (art. 58 D.Lgs. 150/2022).
I miei dati sono protetti?
Sì. Tutto ciò che ci affidi è coperto da privacy policy e riservatezza professionale. Non condividiamo contatti con terze parti. Puoi sempre esercitare i diritti GDPR (accesso, cancellazione, ecc.). I tuoi dati anagrafici non finiscono mai in pubblicazioni.
Posso ritirarmi a metà del percorso?
Sì, in qualsiasi momento, senza dover spiegare perché. Senza penalità. Senza ripercussioni sul processo penale, se in corso. La voglia di restare è una scelta viva, non un dovere acquisito al primo colloquio.
Se sono minorenne?
I minori possono partecipare a programmi riparativi (anzi, la GR ha radici importanti nei percorsi minorili). Serve il consenso di chi ha la responsabilità genitoriale e — quando il caso è in carico al Tribunale dei Minorenni o al Servizio Sociale — la valutazione delle figure di tutela. Non si parte mai "dietro le spalle" dei genitori.
Devo "perdonare"?
No. Il perdono non è uno scopo della giustizia riparativa. Lo scopo è riconoscimento del danno, riparazione possibile, restituzione di voce. Se il perdono nasce, nasce da te. Se non nasce, nessuno te lo chiede.
Cosa succede se l'altra persona non vuole partecipare?
Il programma classico vittima-autore non si fa. Però restano altre strade: dialogo con familiari della parte (FGC), Circle di sostegno tra persone in situazioni simili, percorso individuale di elaborazione con un facilitatore. Te ne parliamo in colloquio.
Vorrei capirne di più senza impegnarmi.
Scrivi a [email protected] chiedendo solo informazioni: rispondiamo, ti orientiamo, e se la GR non è la strada giusta ti indirizziamo verso il servizio adatto (vedi referral). Nessun impegno.